Fortitudo Baseball Bologna

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Amarcord Fortitudo - una rubrica di Maurizio Roveri

La dinastia dei Zunino, battitori tempestosi…

Le recenti performances del giovanissimo Mike Zunino, protagonista con l’Università di Florida nelle “College World Series”, fanno rivivere le imprese di suo padre Greg. In Fortitudo per due stagioni (Nordmende 1983, BeCa 1985) Greg Zunino ha confezionato numeri da record: 476 di media battuta, 841 di slugging, 1378 di OPS.
Nelle recenti finali del campionato NCAA (le “College World Series 2011”) che si sono disputate a fine giugno nel nuovissimo suggestivo TD Ameritrade Park di Omaha, Missouri, un ragazzo con sangue bolognese nelle vene ha conquistato la scena. Confermando di avere tantissimo talento. E’ Michael (o Mike, come lo chiamano tutti) Zunino. “Stellina” della University of Florida.  E’ arrivato lì dopo una stagione da protagonista nella Southeastern Conference. Nominato, a maggio, “SEC Baseball Player of the year” per il suo 383 di media-battuta con 15 fuoricampo e 59 RBI, nonché per un notevole 701 di slugging percentage  e uno straordinario 998 di fielding percentage in un ruolo-chiave come quello di catcher (un solo errore in tutta la stagione, fino… alla finale per il titolo quando ha commesso il suo errore numero 2 dell’intera annata agonistica!).
Mike è un sophomore, cioè al secondo anno di Università. Ma già possiede abbondantemente la maturità del leader. Con la sua guida sicura dietro il piatto di casabase e con quel giro di mazza rapido, potente, efficace, ha trascinato i suoi Gators per mesi, spingendoli - passo dopo passo - fino alla finalissima per il titolo universitario. Lì il sogno è svanito, si è infranto contro la concretezza della squadra dell’Università di South Carolina.
Non ce l’hanno fatta, i ragazzi della Florida. Tuttavia, Mike Zunino si è battuto valorosamente anche nel match decisivo. Chiudendo a 3 su 3 nel box di battuta, con un homerun. Ulteriore dimostrazione delle capacità fuori dal comune di questo giovanissimo prospetto, che – ripeto - è ancora sophomore ma che già l’anno scorso da rookie era entrato nel draft della Major League “chiamato” dagli Oakland Athletics.
Spiccata personalità, braccio forte, fisico atletico, mani rapide, grande tecnica difensiva, consistenza in battuta ed eccellente corridore, il catcher dell’Università di Florida sembra davvero essere in possesso di tutti i requisiti per un possibile futuro in MLB.
Immaginatevi quanto sia orgoglioso papà Greg di questo suo figliolo, grande promessa del baseball e studente-modello.
Mike è il figlio di Greg Zunino.

E parlare di Greg Zunino significa parlare di un “personaggio” che è entrato nella storia della Fortitudo Baseball. Pur avendo indossato la casacca biancoblù soltanto per due stagioni. Ma… sono state due stagioni clamorose caratterizzate da “numeri” pazzeschi a livello offensivo. Le medie più alte di “tutti i tempi” per un giocatore della Fortitudo! Numeri da record, ancora imbattuti: 476 di average, 841 di slugging, 1378 di OPS.
La storia comincia nel 1983. Il Club biancoblù, dopo gli anni importanti targati Biemme e un paio di stagioni “griffate” Del Monte, viene sponsorizzata dalla Nordmende. Lele Zambonelli è il nuovo presidente. Alla guida tecnica è riconfermato Vic Luciani, che si avvale della collaborazione di altri nomi mitici: Toro Rinaldi, Jim Black, Carlo Morelli. Mentre Federico Corradini entra nello staff dirigenziale come direttore sportivo. Dagli Stati Uniti Bob Milano, capo allenatore della prestigiosa Berkeley University (l’Università dove aveva giocato Rocky Shone), segnala alla Fortitudo un terzetto di giocatori americani che ritiene adattissimi alla squadra di Vic. Sono: Greg Zunino (terza base), Lyle Brackenridge (esterno) e Peter Rovezzi (prima base).  La formula del campionato in quel 1983 viene profondamente cambiata. Si decide per le tre partite a week end. Stagione a 14 squadre, impostata su due fasi. Una prima parte con due gironcini da sette squadre e partite di sola andata, poi una seconda fase decisamente più sostanziosa denominata poule scudetto, formata dalle prime quattro squadre di ogni girone, trittici di andata e ritorno per un campionato all’italiana.
Ha 23 anni, Zunino in quel 1983. E’ nato a San Francisco il 15 novembre 1959. Laureato in sociologia alla Berkeley University. Tre anni in Minor League, nel Singolo A dell’Organizzazione dei New York Yankees.
L’impatto di Greg Zunino sul campionato italiano è terrificante.  Nelle 18 gare del girone B della serie A, batte 55 valide (3,05 per partita…), con 9 fuoricampo, 7 doppi, 1 triplo, 56 RBI, 618 di average e uno spaventoso 1022 di slugging percentage! Addirittura mostruoso quel 1076 di “ops” (slugging+arrivi in base). E nelle 42 gare della poule scudetto Greg confeziona altre 80 battute valide, con 14 homers e altri 56 punti battuti a casa, per un notevole 437 di average e un impressionante 776 di slugging.
Quella Fortitudo Nordmende, che propone un line-up dove nessuno scende sotto i 300 di meda battuta, produce un grande campionato. Però arriva seconda. Rimini fa meglio e vince lo scudetto.
Impressionano i 112 RBI totalizzati da Zunino nella sua primissima stagione italiana, e soprattutto quella “striscia” di 34 partite con almeno una battuta valida. E’ una squadra che esalta anche il talento e il carattere di fortissimi italiani come Roberto Bianchi, Ricky Matteucci, Roberto Radaelli, Bebe Messori, Andrea Landuzzi, Alex Giorgi.
Però…
Però Greg Zunino non è altrettanto bravo in fase difensiva. La sua difesa nell’angolo caldo non convince la dirigenza. In Fortitudo si fa una riflessione: se con un line-up dove tutti i titolari hanno battuto da 300 in su non si è riusciti a vincere lo scudetto, significa che c’è qualcosa da rivedere. La società cambia strategia per la stagione 1984. Decide di privilegiare la difesa, sacrificando Zunino (che viene tuttavia parcheggiato a Modena) e anche Brackenridge. Arrivano John Skuddy (eccellente terza base), John Denman e poi – per la parte decisiva del campionato – un lanciatore super come Jackson Todd che ha lanciato da “partente” in Major League con Toronto Blue Jays. Ed è scudetto per la Fortitudo che ora porta sulle casacche il marchio Be.Ca. ed ha in Bianchi, Radaelli, Matteucci, Messori ragazzi italiani che fanno la differenza.
Sono anni d’oro per il baseball bolognese. La Be.Ca rinnova la sponsorizzazione per la stagione 1985, per una Fortitudo che richiama Greg Zunino e va a caccia del titolo europeo. Ci riesce! La squadra biancoblù, ancora affidata alla sapiente guida di manager Vic Luciani (con Black, Rinaldi e Baldi come coach), conquista la Coppa dei Campioni. E la mazza di Zunino fa venire il mal di stomaco e i giramenti di testa ad ogni lanciatore avversario: nelle 63 partite di campionato ben 113 battute valide e 91 RBI portano la firma di un Greg sempre più imperioso con il bastone nelle mani (823 di slugging). E’ grande Fortitudo anche sulle strade d’Italia, fabbrica un buonissimo baseball. E sfiora lo scudetto, che viene artigliato da Parma con una vittoria in più…

Chi segue le vicende della Fortitudo Baseball da almeno un trentennio ha probabilmente ancora negli occhi i vorticosi giri di mazza di Greg Zunino. I suoi sono i numeri offensivi più alti nella storia della Fortitudo Baseball: 476 di average, 841 di slugging, 1378 di ops. Sensazionali. Se raffrontati ad esempio a quelli di un “fenomeno” degli anni recenti, Richard Austin, il quale nelle sue due stagioni italiane (2008 e 2009) ha fatto registrare medie di 652 di slugging e 1121 di ops. 

Greg Zunino e le sue prodezze. Ecco che cosa “dicono di lui” altri personaggi di quella Fortitudo degli Anni Ottanta.

Riccardo Matteucci usa un aggettivo, “Devastante”, per indicare la potenza e le potenzialità di Greg Zunino nel box di battuta. “Per me è stato uno dei pochi giocatori, fra quelli arrivati in Italia dalle Minors o dal college, che se avesse avuto un ruolo in difesa sarebbe arrivato in Major League. Se la qualità della sua difesa fosse stata un po’ più alta, un giocatore così forte in attacco non l’avremmo mai visto nel nostro campionato. Ripeto, con la mazza fra le mani era una cosa devastante”.
Matteucci (24 campionati con la Fortitudo, dal 1975 fino allo scudetto del 2003, mancino, giocatore straordinariamente polivalente, 1299 battute valide, “re dei doppi” con 257 in carriera, ma anche lanciatore da 50 partite vinte e 22 “salvezze”, nonché prima base, esterno sinistro, esterno destro) racconta un aneddoto. “Tempo fa avevo organizzato una Nazionale di vecchi amici, una squadra con i più forti “over 30”italiani, destinazione Florida per i Campionati Mondiali di baseball Amatoriale. Con me c’erano Gambuti, Ceccaroli, Carelli, Manzini, tutta quella gente lì… , una formazione che avrebbe potuto vincere il campionato italiano tranquillamente anche senza stranieri. Partecipammo a quella manifestazione mondiale dal 1989 al 1992. Per passione, per divertimento, per curiosità. Tutto a nostre spese. Quando andammo in Florida vedemmo Greg Zunino, lui non giocava più a baseball da quattro anni, aveva smesso per via d’un ginocchio che gli faceva male. “Dài, Greg, vieni a divertirti, unisciti a noi…”, gli dicemmo. E lo convincemmo. Lui venne a fare una partita. Tre valide su tre turni, praticamente senza muoversi. Ricordo che sparò tre “doppi”, con il ginocchio sofferente. E contro pitchers che tiravano a 92-93 miglia e giocavano o avevano giocato in Doppio A. Veramente disumano, Greg. Devastante anche in quella occasione. Ed era inattivo da quattro anni! Gliel’ho ricordato, di recente: Dare a te la mazza in mano è come… Schumacher quando gli dai un volante dopo quasi vent’anni che non guida più”.
Greg è passato da Bologna. “E’ stato qui tre o quattro anni fa – racconta ancora Ricky Matteucci – venne con Michael che aveva allora quindici o sedici anni. Andammo al Centro tecnico della Fortitudo, a Casteldebole. Michael fece allenamento assieme ai nostri ragazzi. Vederlo girare la mazza, con quel fisico già solido e potente rispetto ai suoi coetanei italiani, faceva impressione”.

Toro Rinaldi: “La forza di Greg Zunino era nei suoi polsi. Nel box di battuta aveva due polsi micidiali. Lui ha giocato a Bologna nel 1983 e nel 1985. In quel periodo io facevo parte dello staff tecnico della Fortitudo. Greg batteva a tutto campo. Il giro di mazza impresso dai suoi polsi gli permettevano di arrivare su qualunque palla, e con una consistenza impressionante. Zunino è stato anche mio coach, sì ha collaborato con me quando io nel 1986 sono diventato manager della Fortitudo”.

Vic Luciani: “Ho avuto la fortuna di allenare Greg, battitore fortissimo ma soprattutto grande persona, grande personaggio. A parte le sue capacità davvero straordinarie nel box di battuta, Zunino ha avuto il merito d’essere stato uno dei primi a mostrare come si faceva la rubata ritardata. Una strategia che in Italia non si usa quasi mai… Lui è stato un bravissimo esecutore di quella giocata lì”.

Curiosità. Greg Zunino – nei suoi anni bolognesi - amava i tortellini. E ancor di più amava la ragazza bolognese che glieli faceva, e che poi è diventata sua moglie. E mamma di Mike.
Greg all’epoca della Barkeley Unversity arrivò alle World Series Universitarie. Proprio come ha fatto suo figlio Mike, la settimana scorsa, con l’Università di Florida.
Greg da anni è un importante scout: ha lavorato a lungo per i  Florida Marlins e ora è coordinatore scouting dei Cincinnati Reds per i vari campionati della Florida.
Mike ha passaporto italiano. Chissà che un giorno in Fortitudo…

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