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European Cup: l'Unipol saluta la finale perdendo contro il Cariparma

Parma vince 3-2 e va in finale nonostante i tentativi di rimonta nei late inning

BRNO- Fine della corsa. Termina qui, eccetto il pro-forma della finalina di oggi alle 13 contro Amsterdam, la stagione 2011 di una Unipol a cui è sempre mancato qualcosa per centrare i suoi traguardi. Dopo campionato e coppa Italia, anche in campo europeo la Fortitudo arriva ad un passo dall'obiettivo finale e sul più bello non riesce a cambiare marcia, a dare ritmo, a trovare intensità offensiva, a tal punto che al redivivo Parma basta un inning da 3 punti per volare alla finalissima di oggi contro il San Marino. È un'altra puntata della saga dei rimpianti biancoblù, fermi sui line drive in bocca agli esterni, sui foulball di pochi centimetri, su qualche chiamata arbitrale pesantemente contestata, vedi ad esempio un salvo in terza su Yepez che alla fine risulta la segnatura decisiva, quella del punto numero tre per il Cariparma. Si riparte per il 2012 da un'ossatura di squadra valida in cui innestare due stranieri position player che facciano la differenza (anche ieri bocciato Clemente, che non è mai riuscito a riscrivere la storia di una stagione da dimenticare) innanzitutto. E con la consapevolezza che, quando si staziona stabilmente ad alti livelli, è fisiologicamente impossibile confermarsi al successo ogni anno, ma dagli errori di valutazione e dai dettagli che valgono il divario fra chi vince e chi torna a casa si deve imparare per costruire un futuro ancora più convincente.

La cronaca della semifinale. L'Unipol soffre Grifantini come si temeva alla vigilia, colpisce bene ma è anche sfortunata nei momenti topici; con tre singoli in 6 inning è difficile costruire azioni pericolose, mentre dall'altra parte l'esperienza e una buona difesa aiutano Matos al rientro dopo un mese e mezzo di stop. È la 5° la ripresa che decide la gara, con un singolo interno di Scalera da leadoff e un doppio dopo due bunt sbagliati di Leoni, che probabilmente sarebbe dovuto finire già strikeout: dopo la prima eliminazione, un lancio pazzo e una sbagliata scelta difesa consentono al Parma di andare 2-0, triplicando su valida fortunosa di Medina. Viceversa, è il 7° l'inning dell'orgoglio biancoblù, che però si infrange nel guanto di Scalera su fly di Mazzuca a basi piene. Si arriva al 2-3, perchè il rilievo di Cicatello è pessimo, fra basi e colpiti, con nel mezzo una valida dell'ottimo Malengo che, al pari di Castellitto, ha completato un'annata a buonissimi livelli. Due rimasti in base all'8° e due al 9° rendono ancora più amara e fredda la notte della Fortitudo, che ha sempre visto il traguardo a poca distanza ma per tutto l'anno non è mai riuscita a recuperare le ruote dei battistrada. E con Santaniello rimasto in terza si volta pagina, e passando per la finale terzo posto di oggi si guarda già avanti a quel che sarà nel 2012.

 

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