A che età hai cominciato a giocare a baseball?
Avevo appena tre anni.
Hai sempre ricoperto il ruolo dell’esterno in tutta la tua carriera?
 A dire la verità no. Fino all’età di 15 anni ho giocato sempre in seconda base.
Quale ruolo preferivi tra i due?
Il ruolo è secondario per me. L’importante è essere in campo e giocare. Mi basta anche fare il DH.
Cosa ti ha spinto a venire a Bologna?
Era già da un paio d’anni che ero stato contattato da Christian Mura e Marco Nanni per venire a giocare nel campionato italiano. Appena ho finito i miei studi ed ho avuto la possibilità ho accettato con entusiasmo. L’idea mi piaceva e ora che sono qua devo dire che sono davvero soddisfatto di aver accettato la proposta. Mi trovo benissimo e mi piacerebbe rimanere qui a lungo.
Eri già stato in Italia prima di questa esperienza?
Sì. Ero venuto in Italia in vacanza con i miei genitori quando avevo 12 anni. Abbiamo visitato Milano, Venezia, Firenze, Roma e Caserta. Abbiamo dei parenti a Caserta: la mia famiglia viene da lì.
Quindi si può dire che ti sei subito ambientato in Italia, a Bologna e nel gruppo?
Assolutamente sì. Fin dal primo giorno tutti quanti, compagni di squadra, tecnici, addetti ai lavori e dirigenti mi hanno fatto sentire il benvenuto. E’ un piacere giocare con questa squadra e con questo gruppo.
Conoscevi già qualcuno qui in Italia?
A dire la verità no. E non conoscevo nemmeno nessuno che avesse giocato qui in Italia.
Hai già legato particolarmente con qualcuno?
Mi trovo bene assolutamente con tutti. Il rapporto più stretto ce l’ho comunque con i miei compagni di casa, Davide Anselmi e Massimiliano Geri, coi quali gioco insieme nel Castenaso.
Come ti è sembrato il livello del baseball italiano?
Trovo il baseball italiano davvero molto competitivo e divertente. Ne sono rimasto davvero impressionato. Il livello dei lanciatori è davvero molto buono. Mi hanno molto colpito soprattutto, visto che ho avuto occasione di fronteggiarli, Granados del San Marino e Richetti del Nettuno. Entrambi hanno uno slider impressionante.
Nella franchigia Fortitudo giochi sia in IBL1 che in IBL2. Hai notato delle differenze fra le due leghe?
Le trovo tutte e due molto competitive e divertenti. All’inizio ho avuto più difficoltà ad approcciarmi con l’IBL2. Ora però direi di aver ingranato anche col Castenaso e sono contento di dare il mio contributo dove serve.
Quali sono stati i momenti più belli della tua carriera?
Ho avuto la fortuna di essere protagonista di alcuni momenti chiave delle partite che ho giocato. Al college ad esempio ho fatto un walk off home run contro i rivali dei Loyola Marymount. Ma devo dire che ho provato una gran soddisfazione anche a battere la mia prima valida qui, in IBL1, contro il Parma in gara 3. Sul monte c’era Orta che tirava degli slider molto veloci e velenosi, ma sono riuscito a batterlo e a portare a casa il punto del 5 a 4 per la Fortitudo che ha dato poi inizio alla rimonta finale culminata col 12 a 4.
Ti piace vivere a Bologna?
Premetto che abito a Medicina, ma appena posso mi piace molto andare nel centro storico, anche se ho ancora diversi problemi a guidare le vostre automobili senza il cambio automatico. Mi ci sto mettendo d’impegno però per imparare. Certamente però mi piacerebbe se il clima fosse leggermente più caldo.
Ti piace il cibo italiano?
 Assolutamente sì! Ho già comparto un libro di ricette italiane e ogni tanto provo a cucinare qualcosa a casa: spaghetti al pomodoro e alla carbonara soprattutto! Vi avverto però: non sono il tipico americano che si scorda sempre o addirittura non sa che nell’acqua che bolle va messo il sale! La mia famiglia ha origini italiane ed io sono cresciuto con piatti di pasta preparati nel modo giusto, salando l’acqua!
Oltre al baseball ti piacciono e pratichi altri sport?
Mi piace il golf, basket e bowling. Ma quest’ultimo lo si può definire uno sport?
Per che squadra tifi di MLB?
Per i San Diego Padres!
Qual è il tuo giocatore preferito?
Più che un giocatore, mi piace il modo di scendere in campo di molti giocatori: scendere in campo per dare sempre il massimo per la squadra e non per sé stessi.
Se dovessi fare un nome di un giocatore al quale ti ispiri?
Matt Holliday. Ho provato ad imitare il suo stile in battuta. Di Holliday mi piace che, sebbene sia tecnicamente “brutto a vedersi” nel modo di correre all’esterno ad esempio, non manca mai di essere efficace in quello che fa al 100%! Ogni volta che devo prendere al volo una palla battuta su di me, è come se mi prendesse un po’ l’angoscia e può sembrare che corra male o sia scoordinato, ma ci metto tutto il mio impegno per chiudere la giocata efficacemente.
Qual è il tuo sogno nel cassetto per quanto riguarda il baseball?
Divertirmi a giocare il più a lungo possibile.
Qual è il tuo film preferito sul baseball?
In assoluto Bull Durham, con Kevin Costner.
Cosa ne pensi del pubblico italiano che segue il baseball? Ti aspettavi stadi più pieni e tifo più caldo?
Sono davvero impressionato dalla passione e dal calore dei tifosi italiani. Non me lo aspettavo assolutamente che fossero così calorosi e rumorosi. Mi piace tantissimo giocare al Falchi fra i nostri tifosi. Riescono davvero a farmi sentire in campo il loro supporto!
Lo sai che in Italia è famoso c’è un famoso attore con il tuo stesso cognome? Sergio Castellitto.
Prima di venire qui non lo sapevo. Ma da quando sono qua spesso in gruppo non mi chiamano più “Mark” ma “Sergio”  e così ho scoperto chi è Sergio Castellitto.

 

Intervista a Ermini
Le foto della stagione 2013